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Come formulare una richiesta chiara in comunicazione non violenta?

Secondo il fondatore della Comunicazione Non Violenta, Marshall Rosenberg,

« La Comunicazione Non Violenta, è la combinazione di una forma di linguaggio, di un modo di pensare e di una conoscenza specifica in comunicazione che permette di essere al servizio di 3 scopi principali:

  • Liberarsi dal condizionamento culturale che si contrappone al modo in cui voglio vivere la mia vita;
  • Acquistare la capacità di connettersi a se stesso e agli altri in modo tale da potere donare naturalmente e incondizionatamente;
  • Acquistare la capacità di creare delle strutture che possono sostenere questo nuovo modo di donare. »

 

Per saperne di più sulla Comunicazione Non Violenta leggi su wikipedia.

 

Uno dei principi fondamentali della Comunicazione Non Violenta è basato sulla capacità di formulare domande chiare in modo che l’altro si senta libero di rispondere come lo desidera.

Affine di evitare tensioni e conflitti, invece di esprimere, come molto spesso facciamo, quello che non vogliamo che venga fatto, la Comunicazione Non Violenta insegna a formulare chiaramente cosa vogliamo.

Una domanda chiara è una domanda che risponde alla domanda “cosa voglio che l’altro faccia?”.

Ma attenzione.

 

Differenza tra richiesta/domanda ed esigenza/ordine

 

La differenza tra una domanda (richiesta) ed un’esigenza (ordine) si riscontra semplicemente dal modo in cui la persona vi tratterà se non fate quello che vi ha chiesto – Marshall Rosenberg

 

Quando formulo una domanda/richiesta chiara e libera, come la intende la Comunicazione Non Violenta, penso « per favore non fare ciò che ti ho chiesto se

  • Hai paura di una punizione,
  • Speri in una ricompensa,
  • Pensi che aumenterà il mio amore per te,
  • Hai un sentimento di vergogna
  • Se ti senti in colpa,
  • Se senti questa domanda come un dovere. »

 

La principale differenza tra una richiesta libera e un’ordine o esigenza sta nella nostra capacità di accogliere un “NO”.

L’esigenza non può accogliere il “NO”.

Il “NO” promette automaticamente una punizione, un rimprovero, una critica o un giudizio.

È quindi molto facile quindi riconoscere una domanda libera da un esigenza.

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